Psicoterapia Breve Strategica: cambiare attraverso l’azione
Come è stato scritto da Leonardi (2018), possiamo distinguere le psicoterapie in due grandi categorie.
Le psicoterapie tradizionali che fondano il loro principio di cura sulla consapevolezza: il problema del paziente si risolve dal momento che questo ne comprende il vero significato e l’origine. Queste terapie si focalizzano sulla ri-significazione dell’esperienza narrata dal paziente: il terapeuta analizza e interpreta ciò che viene portato in seduta fino ad accedere a quella verità che è alla base del problema portato.
Le psicoterapie non tradizionali, al contrario, non si basano sul principio che una maggiore conoscenza di sé, che spesso corrisponde alla consapevolezza dell’origine del problema, produce un cambiamento. Il principio di cura principale consiste nell’azione e non nel capire.
Le Terapie Strategiche rientrano nelle terapie non tradizionali, queste si basano sul principio di far mettere in atto al paziente azioni incongruenti e dissonanti rispetto al suo modo generale di affrontare la vita, o più nello specifico rispetto al suo modo di affrontare il problema portato. Tali azioni hanno l’obiettivo di generare esperienze che modificano in senso terapeutico il problema portato, e più in generale gli aspetti psicologici disfunzionali del paziente.
Il lavoro sulla consapevolezza e sulla ri-significazione del passato o delle esperienze vissute in psicoterapia è comunque presente, ma ha un ruolo meno centrale rispetto alla messa in atto di azioni (mentali o comportamentali) dissonanti e incongruenti.
Possiamo dire che rispetto alle terapie tradizionali il processo di cambiamento è invertito:
prima si cambia attraverso la realizzazione di azioni che producono determinate esperienze e poi si comprende, invece di, prima si comprende il problema e il suo significato e poi si cambia.
Bibliografia
Leonardi F (2018) . “La psicoterapia tra miti e realtà”. Armando Editore, Roma.