Tre concetti fondamentali per intervenire sui disturbi di bambini e adolescenti
Nella pratica clinica della terapia breve strategica quando il problema da affrontare riguarda un bambino o un giovane adolescente, nella maggior parte dei casi è vantaggioso intervenire sulle dinamiche relazionali che sono collegate al problema, più che sui suoi meccanismi di mantenimento di questo.
Per questo motivo le teorie che sono state elaborate all’interno della terapia familiare di Minuchin e di Haley, possono essere molto utili per intervenire su questo tipo di problemi. Inoltre tali teorie sono conciliabili con la prospettiva sistemico-costruttivista su cui si fonda la terapia strategica, in quanto (a differenza di altri modelli di terapia sistemico-familiare) non si basano sulla ricostruzione della storia delle relazioni familiari, ma sulla modifica delle dinamiche interattive disfunzionali attuali collegate al problema.
All’interno di questa cornice teorica applicativa possiamo individuare tre concetti fondamentali, che sono utili nella pratica clinica.
La coalizzazione: è una dinamica interattiva in cui il figlio è coalizzato con uno dei genitori contro l’altro, per cui troviamo un’infrazione della gerarchia genitori-figli. Tale dinamica può produrre varie forme di disfunzionamento e l’intervento terapeutico consiste nel ridefinire dei rapporti gerarchici più sani: i genitori uniti che si occupano del figlio.
La triangolazione: è una dinamica interattiva in cui entrambi i genitori cercano l’appoggio del figlio a scapito dell’altro genitore. Il figlio si trova “in mezzo” e i “sintomi”, da lui manifestati, possono essere una soluzione per togliersi da questa posizione insostenibile. In questo caso l’intervento terapeutico consiste nel far tenere ai due genitori una posizione coerente verso il figlio.
La deviazione: è una dinamica interattiva in cui i problemi della coppia genitoriale vengono “spostati” sul figlio, questo viene identificato come problematico in modo da distogliere la coppia dai propri problemi. In questo caso l’intervento terapeutico è sui problemi di coppia in modo da togliere la funzione del problema del figlio.
Il valore di queste teorie è che l’attenzione non è sul problema del singolo (es. il figlio) nè su una coppia di membri del sistema, ma su una triade, le interazioni fra la coppia genitoriale e il figlio possono creare dinamiche disfunzionali all’interno delle quali “i sintomi” hanno un significato relazionale, per cui l’intervento deve modificare tali dinamiche affinchè i “sintomi” perdano la loro funzione: la loro ragione di essere.